Vita Reale

Tra le luci dei lampioni

E’ buffo come alla fine Tutto si riduca a pochi termini, è una necessità patologica dell’essere umano. E’ triste scoprire di non avere altre cartucce da giocare, niente più frecce nel proprio arco. Forse è meglio rassegnarsi a essere spettatori dell’universo, limitarsi ad aumentarne l’entropia in modo passivo. Forse è anche meglio tagliarsi i baffi, perchè sono inutili, se è vero che cerchiamo tutti il massimo rendimento. Io non l’ho mai perseguito quest’obiettivo, e infatti la mia bilancia commerciale segna un bel passivo. Ma è una cosa del tutto italiana, come la “terza pagina”: questo bisogno, questa necessità di commentare tutto e sfoderare un ottimismo privo di qualunque fondamento. A me piacciono le persone che riconoscono di aver perso e traggono soddisfazione da questo. Se vincesse chi perde, allora io vincerei sempre, perchè perdo sempre. Ci sono giorni in cui mi sveglio e mi sento così inutile, che mi faccio schifo. Forse se cominciassi a bere, potrei anch’io vantare quella sensazione di riprendersi da qualcosa. Invece che quella, monotona e carezzevole, di cercare di riprendersi qualcosa. Che poi, si è mai avuto ‘sto qualcosa? Quanto durerà questo annaspare senz’acqua? Voglio ringraziare tutti voi che siete arrivati a leggere fino a qui, non era facile. Saluto tutti i miei followers, convinto che da oggi chi mi chiedeva post più lunghi non lo farà più. Stasera dovevo fare solo una cosa buona: andare da Giovanni, solo che pioveva e la Multipla si è rotta. Buona guarigione!

Koala

Ma quanto vorrei scambiare i miei ‘Le Ore‘ con te!

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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3 Comments

  1. Ehi..
    si giuro che non ti chiederò più di fare posteitaliane lunghi;)

    Beh che dire… credo tu sia una persona cosiddetta ‘sensibile’ per cui preparati come dici tu a perdere parecchie volte perché inevitabilmente la sensibilità e inadatta per una società come la nostra eppure non so te ma io oramai provo un certo perverso gusto a giocare il ruolo dell’outsider!

    Kiss

  2. Ciao Andrea…sono Roberto, ti scrivo da Atene (ok, sono il solito rompicoglioni, lo ammetto!!)…qui, caldo assurdo a parte (peraltro bilanciato dai condizionatori di metro e musei a temperature che farebbero schiattare un pinguino…) tutto bene!
    Premesso che ho il computer in albergo (in cui ci passo piu’ che altro la notte, visto che sto tutto il giorno fuori), e che non ti rompero’ piu’ almeno fino al 22, poiche’ rientro in Italia, dai parenti di Napoli dove non ho accesso a internet…ecco…vorrei scriverti qualche parola di conforto…purtroppo, pero’, a volte questi momenti di buio, di sconforto capitano anche a me…
    Non so perche’, e non in maniera forte (e tremenda) come l’anno scorso, ma a volte capitano…e non e’ certo bello…sara’ una costante della nostra eta’? O della nostra personalita’?
    Visto che anche io mi trovo a volte in difficolta’, non ti posso dire molto…come sempre, pero’, ti posso dire che io saro’ comunque sempre disponibile…
    Quando poi rientravo in Italia, se volevi e se potevi, volevo chiederti una cosa…sempre se eri disponibile…
    Ti auguro un buon agosto…e ti auguro di riprenderti!! Forza!
    Spero di non averti scocciato troppo, come mio solito…kalinihta!

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