Running

La mia storia di running, finora… (2018-2019)

ANAMNESI

Ho praticato pallacanestro per svariati anni, da bambino fino ai circa 13 anni, con modesti risultati. Al liceo qualche stagione di atletica leggera, con poca motivazione e risultati sempre modesti. Da qui i ricordi si fanno più confusi: alcune foto testimoniano una fase di jogging nel 2007, in epoca pre-GPS, ero comunque ben lontano dal superare un eventuale test del moribondo. Passano svariati anni senza sport, fino al 2011, quando in estate troviamo evidenza di 12 allenamenti a Luglio e perfino di una gara di 5 km, questa, che concludo in 26′ 44” (mio padre nella stessa occasione fa registrare un 21′ 08”). Ancora qualche allenamento e una seconda gara qualche settimana dopo, 7 km stavolta, a 6′ di media. A settembre dello stesso anno, un intenso dolore al ginocchio costringe il me dell’epoca a sospendere gli allenamenti.
L’anno successivo, il 2012, solo due allenamenti, in primavera e in autunno, con difficoltà a tenere il fiato per 10 minuti.
Più fortunato il 2013, quando in Luglio comincio una serie di allenamenti (una trentina di uscite, fino a Novembre) che mi portano a coprire 5 km in mezz’ora. Non un granché, per un ventitreenne. All’epoca, mi pare di ricordare, avrei voluto iscrivermi al corso per diventare arbitro di calcio, e per essere ammessi bisognava avere un minimo di preparazione aerobica. Per fortuna accantonai l’idea.
Questa dolorosa panoramica prevede un nuovo, lungo, periodo di inattività, fino all’estate 2016, quando – per la prima volta da lavoratore e in una nuova città – ricomincio a sgambettare. Ad Agosto riesco a concludere una gara di circa 5 km in poco meno di mezz’ora, con grande soddisfazione. Poi di nuovo lo stesso dolore insopportabile del 2011: la bandelletta ileo-tibiale decreta lo stop di questo ennesimo tentativo.
Il 2017 perciò è di nuovo un anno tormentato e privo di attività fisica.
Insomma, se non si fosse capito, si evidenzia una pregressa storia di pigrizia, poca motivazione e zero costanza nello sport. Finché…

GIUGNO 2018
E’ un’estate difficile, sono arrabbiato con tutti e un po’ appesantito. Una sera dopo lavoro decido di cancellare il mio account Instagram (tuttora inattivo), indossare delle vecchie scarpe FILA da 20€ prese al supermercato e di correre.
Non credo di aver resistito più di un quarto d’ora.

Nei giorni successivi però continuo a correre, e la mia prima attività su Runtastic porta la data di venerdì, 22 giugno: 5 km in 36′, alternando camminata e corsa.
A Luglio mi alleno circa 3 volte a settimana ed acquisto il mio primo paio di scarpe serie da running, le Brooks Ghost 10: a fine mese riesco a correre per 8 km (impiego più di 6 minuti per fare ogni km).
Ad inizio Agosto riprovo la stessa gara di due anni prima, la Belluno Summer Run: 5 km in meno di mezz’ora, migliorandomi di un minuto abbondante rispetto al 2016.
Neanche due settimane e trascino mio papà al Giro del Lago di Alleghe (circa 6 km), dove ovviamente lui mi stacca di svariati minuti.
Ma i miei miglioramenti sono così incoraggianti che il 16 Agosto supero per la prima volta il già citato test del moribondo: 10 km in meno di un’ora; sono così felice che scrivo su Twitter all’inventore del test (a proposito, se volete cominciare a correre, vi consiglio questo libro).

Un estratto della tabella Excel in cui diligentemente riportavo i dati dei primi allenamenti, in epoca pre-GPS.

A fine Agosto riesco a correre 12 km di fila (poi però sono k.o. per due giorni). E’ in questo mese, durante un’escursione al rifugio VII Alpini, che fisso il mio primo, vero, obiettivo: correre la 24 Ore di San Martino, che si sarebbe tenuta in Ottobre. Meccanismo semplice: una squadra di 24 atleti, un’ora in pista a testa e cercare di coprire più distanza possibile.
Gli allenamenti di Settembre sono pochi, ho un forte dolore alla caviglia che penalizza decisamente le mie prestazioni, ma stavolta non posso tirarmi indietro: il 14 Ottobre alle 13.00 perciò, con i colori di Società Nuova, che mi ha offerto un posto tra le sue fila, copro in un’ora 10,73 km in pista (passo 5′ 36”), quasi zoppicando l’ultimo quarto d’ora, tanto è il dolore alla caviglia.
Obiettivo (e infortunio) raggiunto: per tornare a correre bisogna aspettare Novembre, quando oltre al dolore alla caviglia (sopportabile correndo con una cavigliera acquistata da LIDL), fa nuovamente capolino lo spettro della bandelletta ileo-tibiale. Mantengo comunque la distanza, stringendo i denti, e addirittura il 9 Dicembre mi iscrivo alla Santa Klaus Running (percorso breve, 12 km) e la chiudo a 5’43” di media.
Qualche giorno prima avevo acquistato questa promettente (e costosa) ginocchiera, che si rivelerà parzialmente utile per la ITB syndrome.
Il 2018 si conclude con un allenamento cominciato alle 18:09 di lunedì 31 Dicembre, 10 km in 57′, indossando cavigliera sx e ginocchiera dx: in mezzo tanta forza di volontà.

Statistiche 2018:
560,9 km percorsi, 4590 m D+, ritmo medio 6’/km
Infortuni: caviglia sx (settembre-gennaio 2019) ginocchio dx (novembre-gennaio 2019)

La conversazione su Twitter tra me e l’ideatore del test del moribondo

2019. Inverno.

Nonostante il freddo pungente, a Gennaio riesco a mantenere una discreta regolarità nelle uscite (3v/settimana), con un passo di circa 5’45” al kilometro, sempre con cavigliera+ginocchiera per gestire i vari dolori.
Il 19 Gennaio partecipo al mio primo “mini-trail”, il Trippa Trail di Umin a Feltre: scopro che è davvero divertente correre sui sentieri e in salita (41:32, media 6’06”).
Progressivamente provo a rinunciare prima alla cavigliera, poi alla ginocchiera, poi ad entrambe, sembra che il fisico regga: concludo Gennaio con 10 km a 5’30” e senza “ausili” ortopedici.
Febbraio è un mese sfortunato: prima una brutta influenza con febbre alta, poi a metà mese un dolore, ancora al ginocchio, ma stavolta sinistro: tengo duro e, diradando le uscite, supero l’infortunio agli inizi di Marzo, quando riesco a correre 12 km ad un ritmo di 5’30”.
Il peggio però deve ancora venire: il 16 Marzo sono costretto ad interrompere l’allenamento a 5 km a causa di un nuovo, lancinante dolore al ginocchio destro. Su Runtastic scrivo, nella descrizione della corsa, “inizio calvario?”. Si rivelerà profetico. Nelle settimane successive infatti, nonostante i miei sforzi, non riesco a correre più di 7-8 km con un insopportabile e costante dolore al ginocchio, dolore che priva le uscite di qualsiasi gioia, negandomi ogni traccia di runner’s high.

Gli 8 km del 7 Aprile segnano il primo vero stop per infortunio, fatico a camminare. In questo periodo tento perfino la carta farmacologica: qualche antinfiammatorio orale, un ciclo di antidolorifici: tutto inutile e frustrante.

La svolta arriva a fine mese: i miei genitori salgono a trovarmi per Pasqua, mia mamma impone le mani sulla rotula incriminata e in qualche modo il dolore si attenua, o almeno mi lascia correre per 20′ prima di presentarsi, sempre più sopportabile.
Il 1 Maggio festeggio il ritorno ai 10 km filati, in 55 minuti, dopo quasi due mesi di dolore costante al ginocchio. Durante le uscite successive ritrovo il piacere di correre, e a fine mese riesco a chiudere 10 km a 5’20” di media, nuovo record.

2019. Estate.

All’inizio di Giugno pensiono le Ghost 10 e inauguro le Joma arancioni (di cui ho parlato in questo post), finalmente corro senza dolori e il passo si assesta sui 5’30”, se non c’è troppa salita. L’estate e l’assenza di infortuni mi spingono velocemente a pormi un nuovo, grande obiettivo: la mezza maratona. Il caso vuole che l’unica mezza maratona italiana estiva del 2019 si tenga a Scorzè, raggiungibile in un’ora di macchina, in Agosto: il sogno di correrla assume contorni meno sfumati.
Giugno è anche il mese in cui @runurse si avvicina al running, dimostrando di migliorare molto più velocemente di me, così che già a fine mese cominciamo a frequentare tutte le garette infrasettimanali estive intorno a casa. Nel weekend, invece, mi dedico ai “lunghi” in vista della mezza: 15,16, fino a 18 km a 6’/km di media.
Per tracciare le mie uscite, acquisto il primo orologio GPS, un economico Polar M200 (lentissimo a prendere il segnale, mi tradirà in più di un’occasione).
Le garette estive spesso si rivelano trail con dislivelli esagerati per la mia preparazione: durante una discesa riporto un piccolo trauma al calcagno che mi spingerà a posizionare delle piccole talloniere (queste, per i curiosi) all’interno delle Joma, con immediato beneficio.
A Luglio proseguono i “lunghi” per la mezza: 18,19 e poi 21 km tutti di seguito, a 5′ 40” di media: un risultato impensabile fino a qualche mese prima. Nel frattempo, @runurse sbriciola il test del moribondo dopo neanche 2 mesi di running e so che d’ora in poi dovrò faticare per tenerle testa.
Ad inizio Agosto partecipo per la 3^ volta alla Belluno Summer Run e per la prima volta chiudo una gara ad un ritmo inferiore a 5’/km, con notevole soddisfazione.
Il 10 Agosto è una giornata caldissima a Scorzè; la partenza della mezza è prevista per le venti e trenta, come i gradi che segnano i vari termometri lungo gli infiniti rettilinei. L’impresa però si compie: accompagnato – ancora una volta – da mio padre e da Stefano (sì, anche lui trascinato nel mondo del running), taglio il traguardo in 1h 56′, prima medaglia al collo e grande, grandissima soddisfazione.

Mezza Maratona di Scorzè 2019
Io, Stefano e papà alla prima mezza maratona della mia vita

Quattro giorni dopo, al solito Giro del Lago di Alleghe, complice la distanza corta, brucio per la prima volta mio papà di una manciata di secondi (4′ 59” di media).
Oltre a queste due gare, da ricordare in questo mese le partecipazioni al Giro del Lago di Santa Croce (17 K), alla 4 passi per Lutran (18 K) e all’Urban Trail di Feltre (9 K), oltre che a svariate altre garette locali e allenamenti collettivi più o meno impegnativi.
Ad affiancare le Joma arriva un paio di Ghost 11, che per quasi un anno saranno le mie scarpe di riferimento. Sempre più di frequente, inoltre, mi trovo ad affrontare sentieri di montagna (come il Vallavia) con fondi sconnessi, che mi spingono a procurarmi anche il primo paio di scarpe da trail: senza pensarci troppo (purtroppo), la scelta cade sulle Brooks Cascadia 13, che non sono ancora riuscito ad apprezzare fino in fondo.
Da segnalare infine ad Agosto il passaggio dall’app Runtastic a Strava, che con i suoi segmenti e le varie sfide contribuisce ogni mese a non farmi perdere motivazione verso il running, come quando per vincere la challenge “The Escape Plan” (allènati 5 giorni a settimana per 4 settimane di fila) di inizio Settembre, sono stato “costretto” a correre due volte in vacanza a Praga e una terza volta la sera del rientro in Italia, alle 21. Comunque ce l’ho fatta e ora il badge campeggia nella mia bacheca digitale.
A settembre le numerose gare (da ricordare i trail StracaPolpet-10K, Ciapa la Pita-11K e I percorsi della Memoria sui luoghi del Vajont 22K) si affiancano ad allenamenti in pista (o meglio, intorno allo stadio), in vista della 24 Ore di San Martino, dove debutterà la squadra Sersa, faticosamente messa in piedi per l’occasione.
Da segnalare anche la prima vittoria di @runurse, in una gara boicottata dalla FIDAL, che suscita un discreto scalpore nell’ambiente.

2019. Autunno

Il 13 Ottobre, a mezzanotte, comincia la mia ora in pista a Belluno: la stanchezza accumulata nei giorni precedenti e la tensione per una gara da me molto sentita si fanno da parte quando subentra la scarica di adrenalina.
Concludo i miei 60 minuti coprendo una distanza di 12,903 km (4′ 39” di media, 2,20 km in più dell’anno precedente), un risultato che mi fa piangere di gioia ed aggiornare i personali “ufficiali” sui 5000 e 10000 metri.
Per la cronaca, batto mio papà mezzo infortunato (12,677 Km) e @runurse (12,199 Km), mentre Stefano (quello della mezza) vola con 13,047 Km.
A Novembre gli allenamenti rimangono costanti e per la prima volta corro il giorno del mio compleanno (5 km a 4′ 32”).
Si fa strada in me l’idea di festeggiare quello successivo (trenta!) affrontando la regina della gare, la temibile e affascinante maratona: così, senza troppo pensarci, approfittando degli sconti del black friday, mi iscrivo alla Venice Marathon 2020.
Dicembre vede il mio ritorno ad una gara in territorio umbro dopo 8 anni, il Trasitrail da 12 km, ma soprattutto la seconda mezza maratona ufficiale: è la Santa Klaus Running, che concludo in 1h 48′, ben 8 minuti in meno della prima mezza a Scorzè. @runurse sempre più alle costole (1h 51′), mentre Stefano ormai lo vedo col binocolo (1h 43′).
Sempre a Dicembre da segnalare la gara più fredda dell’anno, la corsa dei presepi a Spert d’Alpago, poco più di 3 Km più che sufficienti per far entrare il freddo in profondità nelle ossa: 12^ classificato, tra i non assiderati.
Poco prima di Natale invece, durante una discesa fatta mille volte, riporto un trauma al metatarso: per qualche giorno fatico persino a camminare dal dolore, ma il 31 riesco a concludere l’anno, pieno di bende, con una garetta pomeridiana – dura, tra l’altro – a Cugnan: 6 km di sofferenza ad ogni appoggio.
Conseguentemente a questo infortunio (simile a quello occorso al calcagno qualche mese prima) ho cominciato ad utilizzare delle solette in Sorbothane, una delle poche cose a cui ora non saprei più rinunciare.

Statistiche 2019:
1870 km percorsi, 25 859 m D+
5 km in 21′ 31”
10 km in 46′ 31”
mezza maratona in 1h 48′ 22”
Infortuni: ginocchio sx (febbraio), ginocchio dx (marzo-aprile), calcagno (giugno), metatarso (dicembre)

Spero che questo articolo ti sia piaciuto; il mio obiettivo è tenerlo costantemente aggiornato inserendo i risultati (e gli infortuni) del 2020. Confidando di poter tornare presto a partecipare e organizzare gare. Se ti va, lascia un commento qui sotto e lo leggerò volentieri o condividi l'articolo dove preferisci. Grazie!

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

3 commenti

  1. Il susseguirsi di infortuni, nuovi obiettivi, nuove scarpe, nuovi supporti, nuovi competitors e sempre nuovi stimoli, rende il tuo racconto perfetto per una serie TV. Lo chiamerei “Ho Torto ma non mollo”. Continua così e tienici aggiornati mi raccomando.

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