Musica

Hotel California – The Eagles – Traduzione “ragionata”

Buon pomeriggio: oggi 13 Ottobre il cielo sereno ci fa dimenticare il maltempo di ieri, ma la temperatura è calata sensibilmente, con sdegno della mia Vespa.

Ma sono qui per un altro motivo, un motivo ben più importante: stavo cercando una traduzione di Hotel California degli Eagles sul fido Google, e ho trovato in prima pagina ben due siti che riportano la mia traduzione fatta due anni fa sul vecchio “IlTorto”, con tanto di link, 1 che io credevo perduta. Ebbene, voglio far rivivere quel post e quella traduzione che era tanto piaciuta. Ci provo.

Hotel California

Sicuramente vi sarà capitato di cercare su internet la traduzione di quella canzone che vi piace tanto, e finchè è la “Poker Face” di turno problemi non si pongono: lessico elementare e significato di fondo facilmente deducibile. Ma se parliamo di pezzi storici della musica, come appunto Hotel California, beh, la traduzione semi-automatica di internet non ci piace, non sviscera il significato, si limita a mettere in italiano certe espressioni idiomatiche senza preoccuparsi del significato reale che l’artista ha voluto esprimere.

Per questo la traduzione che mi prefiggo di plasmare è “ragionata”: cioè frutto di interpretazione e sforzo per analizzare il testo, non superficialmente.

Hotel California – The Eagles – 1976

Lungo un’autostrada buia e deserta, vento freddo tra i capelli,
un intenso profumo di colitas2 si libra nell’aria
Quand’ecco che vedo in lontananza una luce scintillante
La mia testa si era fatta pesante, la vista sempre più fioca.
Dovevo fermarmi per la notte.

Lei stava ritta sulla soglia, io sentiì il campanello d’allarme,
e stavo pensando tra me e me
“Questo può essere il Paradiso o anche l’Inferno”.
Poi lei accese una candela, e mi mostrò la strada.
Si udivano voci nel corridoio, mi sembrava che dicessero:

Benvenuto all’Hotel California
un posticino così accogliente
(un’accoglienza così positiva)
Abbondanza di camere all’Hotel California
puoi trovare qui, ogni giorno dell’anno.

La sua mente è piacevolmente distorta,
lei ha una “Mercedes bends” 3
Ha avuto tanti ragazzi carini, che lei chiama amici
che ora ballano nel cortile, sudati per la dolce estate,
alcuni danzano per ricordare, alcuni per dimenticare.

Così chiamai il “Capo”:
“Per favore, mi porti il mio vino” e lui rispose:
“Non abbiamo più quel tipo di vino dal 1969”
Ed ancora le voci si facevano udire in lontananza
ti svegliavi nel mezzo della notte, solo per sentirle sussurrare:

Benvenuto all’Hotel California
un posticino così accogliente
(un’apparenza così positiva)
Si godono la vita all’Hotel California
Che bella sorpresa! Procurati i tuoi alibi!

Specchi sul soffitto, champagne rosè con ghiaccio, Lei disse:
“Qui siamo tutti prigionieri del nostro capriccio”
E nella camera del padrone si sono radunati per la festa:
l’hanno pugnalato con i loro coltelli d’acciaio,
ma non sono riusciti ad uccidere la bestia.

L’ultima cosa che ricordo, stavo correndo verso la porta,
cercavo di tornare indietro da dove ero venuto.
“Rilassati” mi disse l’uomo notturno4 Noi siamo qui per accogliere;
puoi lasciare la stanza e pagare quando vuoi,
ma non potrai mai partire.

 

In calce al vecchio post, si era scatenato un vero e proprio dibattito (sulla dipendenza dalle droghe, tema della canzone, o sul 1969), e il contributo dei visitatori aveva permesso di mettere nero su bianco tante piccole informazioni che avevano reso l’esegesi davvero interessante: purtroppo quei commenti sono andati persi, ma spero di poter col tempo far tornare questo post un “centro di studi” su questo incredibile brano!

Prima di lasciarvi vi ricordo che è possibile iscriversi ai feed RSS o commentare liberamente, è sempre un piacere leggervi, vi terrò aggiornati costantemente sulla crescita del blog!

1. I siti, a cui ho segnalato il nuovo post, sono questo e questo
2. Varietà di marijuana
3. Questo era uno dei punti più commentati: si riferisce al fatto che la ragazza era “sballata” dalla droga
4. Si tratta dell’uomo alla reception dell’hotel

andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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15 commenti

  1. Finalmente sono riuscito a trovarti..interessante questa cosa sopratutto per me che in informatica sono una sega…qui dovrebbe nascere caputo city?…si vedrà..intanto si prepara un summit tra caputiani…poi ti fare mo sapere…ciao caro.Quanto a questo pezzo…ne parliamo un’altra volta…come puo vedere sono un appassionato esegeta ma mi ci vuole l’ispirazione e il momento

  2. Sono pronto…ma mi ci vuole tempo per entrare nei maeecnismi..per you tube ci sono voluti mesi…e non dico altro….

  3. Ciao Shed!

    Sono felice che tu sia passato di qua!

    mi piacerebbe che tu fossi l’esegeta “ufficiale” di caputo’s city, e commentassi tutti i suoi testi… pensaci!

    Comunque attendo il tuo parere su hotel california!

    A presto, mr_gatto

  4. Che strano un sito che si chiama “Il torto – Perché la ragione non esiste”… (ma l’accento grave su “Perché” è una svista o fa parte del progetto?!…-)

    On a dark desert highway – Lungo un’autostrada fredda e deserta… (dark = “fredda”?!?!…)

    Ciao!

  5. Ciao Sergio,
    innanzitutto grazie mille per aver visitato il sito e aver lasciato un commento…

    L’accento grave ammetto che non è voluto, ma credo che ormai lo lascerò così…
    Invece quel “dark” l’ho corretto con la giusta traduzione, è stata una svista….

    A presto!

  6. Ciao Mr Gatto, se ti piace il blog sei liberissimo di mettermi nel blogroll.
    Spero che l’articolo ti sia piaciuto e come ti ho detto non sono riuscito a trovare traduzione migliore (ma come vedi ho specificato che è un tuo lavoro ed ho incluso il link).
    Grazie per avermi visitato e per i complimenti al blog.
    Ciao

  7. Ciao!
    Mi sono imbattuta in questo spazio virtuale per caso, cercando notizie sul questa strana e bella canzone.
    Speravo di trovare qualche articolo in cui l’autore stesso parlasse del “senso” che voleva veicolare attraverso le parole. Perchè ciò che significa è piuttosto chiaro: è una metafora. Una metafora che ognuno può fare propria per comunicare le cose più diverse. So che le opere d’arte non si spiegano, ma si godono! Però, qualcuno mi può aiutare?

    Grazie, Circe

  8. Ciao! Combattuta tra la libera interpretazione poetica e la secca spiegazione degli autori sono approdata in questo blog. Mi è piaciuta l’idea di poter interagire. Si, perché dei punti oscuri permangono… La Donna del testo sembra la personificazione della Droga, che ha sedotto tanti giovani ingenui (i ragazzi carini). L’Hotel pare essere più un Centro di Disintossicazione, dove chi entra ha la sensazione che il tempo non passi mai. E gli “amici” della ragazza sudano come chi fa un programma di purificazione, perché affetti da crisi di astinenza. E quante volte i dipendenti da droghe se impossibilitati ad accedervi ricorrono all’Alcool. Fatto sta che, nei Centri, non sono consentite bevande alcoliche, perché gli interessati cadrebbero in altra dipendenza!!! Bjsssss 😉

  9. Salve,
    è in un momento per me triste lasciare questo commento, perchè come tutti sapete Glenn Frey non c’è più. Al di là di questo mio stato d’animo, credo che questa sia un’ottima traduzione e interpretazione; sicuramente la migliore che mi sia mai capitato di leggere. Per Circe, non so se a distanza di anni possa vedere questo mio suggerimento: il senso di questo testo, dalla bocca di uno degli autori, Don Henley, lo puoi trovare nel bellissimo DVD / Blu Ray “The History of Eagles” – che è stato per alcuni anni il loro tour mondiale. Don Henley, nel manifestare una certa ironia verso tutti coloro che riconducono l’album stesso a sette sataniche e sciocchezze di questo genere, spiega molto chiaramente cosa significano queste parole. Per chi ama gli Eagles, “The History of Eagles” è imprescindibile. Un saluto a tutti. Max

  10. Complimenti! Volevo fare una trasposizione in sceneggiatura di questa canzone per un’esame e mi hai fatto capire il significato completo, che scritto così bene non si trova davvero da nessuna parte! Grazie mille 🙂

  11. Il testo di Hotel California lo ha scritto Don Henley, e la musica Don Felder. Glenn Frey ha solo partecipato nel arrangiamento.

  12. Bellissima idea quella di fare traduzione “ragionata” di testi delle canzoni, perchè spesso leggiamo trasposizioni troppo letterali che travisano completamente il significato del testo e del messaggio che l’autore vuol trasmettere. Mi permetto di esprimerti solo la mia perplessità su due punti, il passo “sweet summer sweat” lo avrei tradotto “dolce sudore d’estate” piuttosto che “sudati per la dolce estate”, nel senso che penso che l’aggettivo sweet si riferisca al sudore, alla sua fragranza pungente ma “dolce” appunto, tipica delle atmosfere estive dove si balla in spiaggia, simili a quella descritta nel testo della canzone. Nel passo più dibattuto di tutta la canzone, ascoltiamo: “‘Please bring me my wine’ He said, ‘we haven’t had that spirit here since nineteen sixty-nine’ ” in lingua anglofona il termine “spirit” si riferisce in generale alle bevande alcoliche, dunque con spirit ci si può riferire al vino, ad un superalcolico come whisky, amari, ecc o anche ad altri tipi di bevande del genere. Sembra tutto giocato sul fatto che ci sia una specie di doppio senso riguardo all’uso di questa parola, poichè spirit è anche lo spirito, appunto, il fantasma, quindi penso sia stata usata proprio per creare questo gioco di parole, dato che nel racconto si lascia intendere che l’hotel sia infestato da fantasmi, presenze del passato, ricordi nostalgici (addirittura c’è chi ha interpretato il testo in chiave satanica e spirit si riferirebbe a Gesù Cristo). Dunque io per essere più fedele alle intenzioni dell’autore tradurrei “Per favore, mi porti il mio vino” e lui disse:
    “Non abbiamo più avuto quel tipo di alcolico qui dal 1969”, o anche , per voler essere ancora più precisi sulla metafora originale si potrebbe sostituire alcolico proprio con il letterale “spirito”; chiaramente risulta più forzato, ma con la spiegazione si coglie molto meglio il perchè della scelta di quel termine. Infine nell’ultima frase avrei concluso con: “puoi lasciare la stanza quando vuoi, ma non potrai mai andartene”.
    Tutti questi appunti sono chiaramente fatti per il piacere del confronto e per migliorarsi, non voevano assolutamente essere un giudizio sul tipo di lavoro da te svolto, peraltro egregio 🙂 Credo che sia uno dei testi più affascinanti ed emblematici di sempre, molto evocativo, oltre che uno dei pezzi della storia della musica più belli del nostro secolo…

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