Vita Reale

Bilancio di un 2009 che non c’è più, discorso di fine anno.

Buonasera a tutti, in particolare a chi capita per caso.

Avrei voluto scrivere questo post qualche giorno fa, magari la sera del 31 o al massimo il primo giorno dell’anno… E invece, tra impegni vari e mancanze diffuse di voglia, ho procrastinato sino ad oggi, lasciando per strada molte delle idee che avrei voluto sviluppare… Ma cercherò lo stesso di dire più cose possibile, senza annoiare.

E’ cominciato un nuovo anno, è finito il decennio, siamo nel 2010. Di questo, immagino, ve ne sarete già accorti. Di buoni propositi, progetti, piani, intenzioni, fioretti, se ne fanno a iosa, tuttavia neanch’io voglio sottrarmi a quest’usanza un po’ naif: ricordo infatti che scrissi un post simile a questo due anni fa, per l’inizio del 2008, e fu uno dei più seguiti del blog…

3, 2, 1, 2010!

Partirei con un bilancio dell’anno appena concluso: in una parola definisco il 2009 “DELICATO”. Perchè è l’anno in cui più cose sono cambiate, l’anno in cui il mio rapporto con Solitudine è diventato meno esclusivo, l’anno in cui ho scoperto che ad un certo punto il binario si biforca, l’anno in cui ho perso quasi tutto e ho vinto quasi tutto. Un anno vivo, e questo è quel che conta.

2009: l’anno degli esami di maturità, l’anno del diploma.

La prima parte dell’anno è stata sicuramente dominata dall‘ultimo anno di scuola (mi sembra una vita fa, a scriverlo ora) e dalla corsa disperata verso Giugno e i famigerati esami. Un semestre affrontato tutto sommato con tranquillità e rigore, studiando lo stretto indispensabile, senza mai fare assenze. E soprattutto senza mai preoccuparmi minimamente del futuro. Fino 4 Luglio, giorno dell’orale (e del crollo del pastificio Ponte), che ha chiuso il ciclo finora più importante della mia vita e si è preso lo svegliarsi alle 7 e l’autobus per San Girolamo. 80/100 infatti.

Ho perso il 20% di energia dopo il Diploma… Son cose che ti segnano eh…

Rappresenterei questo periodo così:

Salto nel Vuoto

2009: i mesi del vuoto

“Odio l’Estate… che ha dato il suo profumo ad ogni fiore” – diceva così il grande Bruno Martino. E aveva ragione. I mesi estivi sono stati caldi, vuoti, appiccicosi e piuttosto inutili. Nessun viaggio post-maturità da ricordare, nessuna vacanza, nessun spunto di felicità. I sentimenti positivi post-esami (soddisfazione, voglia di cambiare, di viaggiare) sono stati quasi immediatamenti soppiantati da un crescente, nauseante senso di smarrimento. Serate e nottate intere spese a non voler spenderle, desideri rimasti tali da ingoiare come mattoni e, ostinatamente, nessun pensiero sul futuro.

Vuoto di senso

2009: l’anno dell’Università ?

Ottobre è arrivato. E con esso, l’incombenza di scegliere una facoltà. Scartata senza straccio di analisi l’ipotesi di abbandonare Perugia, senza nessuna idea di dove sbattere la testa, mi sono iscritto a Giurisprudenza. Chissà perchè poi. Non so dire come mi trovo, non so dire se mi piace, non so dire se voglio smettere. Non dirò niente, infatti. So solo che non smetterò. L’auspicio per quest’anno è di trovare un equilibrio in questo campo. Urge.

2009: l’anno della Multipla e della Vespa

14 Febbraio = Patente = Libertà. Ha segnato sicuramente una svolta nel mio stile di vita. Quante serate passate a bruciare gasolio tra Pretola e San Fortunato… Quante serate (poche) a girare in 6 attraverso i luoghi di San Francesco… Quante serate a fissare il volante aspettando la Svolta. Ma il 2009 è anche l’anno della Vespa: ho scoperto la 125 Primavera sul finire dell’Estate, e l’ho eletta compagna fidata dei miei spostamenti e punta di diamante del mio orgoglio. Piacere puro, grazie Vera!

Vespa 125 Primavera

2009: persone

Capitolo spinoso, questo. E’ stato l’anno più intenso, socialmente parlando. Senza fronzoli, l’anno in cui ho perso tutti gli amici di una vita. Al di là dei pretesti concreti e dei cambiamenti (taluni fisiologici) che si registrano negli altri, è sempre un dispiacere tagliare questi ponti. E’ come perdere una parte di sè, oltre che smarrire dei custodi della nostra infanzia e adolescenza. Certe cose accadute in passato sono fatte per essere ricordate. Ma da chi, se non ci sono più gli attori?

Sempre nella tabella delle uscite, i cari vecchi colleghi del III E, a parte un paio di eccezioni, sembrano essersi dileguati, troppo in fretta per starci male, però. Anche loro possiedono un pezzo di me, forse un giorno me lo restituiranno condividendolo. Anche alcuni altri “amici“, errori di percorso, illusioni, fonti di stress, sono caduti in questo 2009. Una tabula rasa comunque destabilizzante e dura da accettare.

Alcuni rapporti di lunga durata si sono invece confermati e rinforzati. In termini numerici si contano sui tasti di un mouse, ma qualitativamente il livello è ormai altissimo. Non posso che ringraziare queste persone con tutto il cuore. C’è una luce che non si spegne mai, ed è proprio vero.

Sempre parlando di segno +, voglio ricordare un piccolo gruppo di persone, le uniche vere new entry del 2009, con le quali proprio in questi giorni sento che potrebbe nascere un legame forte e sincero. Reso più bello dalla spontaneità. Un grazie anche a loro. Da parte mia farò di tutto perchè i semi germoglino.

Onestamente, è un bilancio in rosso. Complice, non lo nego, anche il mio carattere. Le perdite sono tante e importanti, le entrate sono a imbuto. Ma il potenziale dei nuovi arrivi è altissimo. Io ci credo.

E vado giù...

2009: un altro anno di musica

Il 2009 ha visto anche la fine di un progetto musicale tanto fragile quanto bello, quello dei “Suonatori di Helmholtz“, come fiori regalati a Maggio e restituiti in Novembre. Ma anche un anno di grandi soddisfazioni. A fine Agosto la prima di una lunga serie di date con i Dart, amici prima che musicisti. Un gruppo (pop/rock, stile Placebo – recitava l’annuncio) a lungo desiderato e alla fine trovato per caso su internet. A loro serviva un cantante, spero che abbiano trovato qualcosa di più. A breve una demo.

Unico reperto on-line dei Suonatori di Helmholtz

2009: l’anno del Torto

Per finire, il 10 Ottobre di quest’anno ho aperto questo blog. L’ho coltivato abbastanza bene in questi primi mesi di vita, mi pare che ultimamente stia prendendo una forma sempre più definita: i lettori aumentano, i commenti cominciano ad arrivare e quel che più conta, mi piace scriverci. Qui inserisco anche i miei ringraziamenti per gli amici di Twitter che stanno contribuendo alla diffusione de IlTorto.

Questo post mi è costato qualche ora e tanti ricordi, ma la soddisfazione di averli resi indelebili è consistente. Spero che il 2010 possa vedere anche una crescita di questo blog, mi impegnerò al massimo.

2010:

Questo è un capitolo ancora da vivere. Vi auguro di realizzare i vostri sogni, di svegliarvi la mattina e sentirvi vivi, di fare quello che vi piace, di abbracciare chi volete, mandare a quel paese chi se lo merita. E’ la vita.

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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10 commenti

  1. essendo coetanei (classe del 90) posso assicurarti che anche io sto vivendo queste stesse esperienze, è la fine di un’epoca l’adolescenza, ci si avvia per diventare adulti, forse questo ci spaventa (a me la paura da un po di conforto perché vuol dire che sto riflettendo e questo è un bene :D) ma dobbiamo andare avanti, l’università e i nuovi colleghi saranno di conforto in questi (per me 3 non so se poi continuo) per te 5 anni di università e questo è magnifico, sapere che quei tipi stanno la non perché sono costretti ma perché amano quel percorso di studi! é una sensazione magnifica.

    Detto questo grazie per questo post, mi hai regalato tanti bei ricordi (altri un po meno belli ma non sarebbe una vita vera senza un po di “incazzature”) e forse qualche spunto per un futuro post 😀

  2. Mi sono emozionato a leggere il tuo post. Non ti conosco di persona, ma mi sembri un po’ troppo pessimista. Dopo la maturità credo sia naturale trovarsi smarriti, perché non è facile capire quale sia il percorso più adatto, di fronte a migliaia di alternative. Ci siamo passati tutti. Pure io non avevo le idee ben chiare riguardo alla scelta dell’università. Inoltre raramente si riesce a rimanere in contatto con tutti i propri amici delle superiori. E’ la vita che impone delle scelte. Secondo me ti trovi ancora in una fase di passaggio dalle superiori all’università, vedrai che con il passare dei semestri ti ambienterai e conoscerai nuovi amici. Però devi essere tu a volerlo per primo. Finché ti volterai indietro rimpiangendo il tempo passato, forse, non ti accorgerai di altre persone che ti stanno attorno e che potrebbero diventare importanti. Mi fermo qui prima che questo mio intervento si trasformi in un noiosissimo pistolotto che, in un ragazzo normale, suscita la naturale reazione (“che palle!”).

  3. mamma mia come la vedi trista figlio mio.

    C’è tempo per farsi prendere dalle ansie bohemien, dagli smarrimenti e dallo spleen. Io non feci niente di particolare dopo il diploma, ricordo solo che passai un mese sbronzo. Sarà stato banale, infantile e poco profondo, ma nelle vita abbiamo bisogno ogni tanto di sentirci stupidi, gretti e superficiali per uscire al sole col sorriso sulle labbra e senza tutte queste paranoie che si addicono più ad un trentenne che ad uno che ha tutta la vita davanti.

    detto questo, ovviamente non ti conosco e prendi questi due centesimi per quello che valgono (o come un segno che twitter server a qualcosa) ma direi che il caso di raddrizzare un attimo quel broncio altrimenti alla mia età (che è poco di più) finisci a fare un pompino ad una beretta!

  4. Il post per il 2008 me lo ricordo: parlavi di pesca, di andare sulla Luna, forse? Questo è po’ meno allegro, come hanno detto anche gli altri commentatori; d’altronde nel vecchio Torto avevi un post su La ginestra del caro Giacomo.
    Mi è piaciuto perchè non sei stato sintetico e anche se sapevo già un po’ tutto, m’è piaciuto. Spero che le persone del mouse non siano tu-sai-chi, perchè morirei in entrambi i casi.
    “Per il resto, io sono qui, latito, ma ci sono”!

  5. … Io non so proprio che cosa dire sul 2009, riguardo te e me. Più che altro spero che questo nuovo anno sia qualcosa di migliore per la nostra amicizia, non so se mi spiego.

  6. Un anno spento, il mio; e tutto sommato anche il tuo, da come posso notare, seppur sia stato carico di cambiamenti…
    Cerchiamo solo di far in modo che il 2010 sia qualcosa di migliore…anche se onestamente non mi aspetto nulla di che.
    Un po’ mi spiace, di non poter far parte di nessuna delle tue categorie.
    D.

  7. ‘in una parola definisco il 2009 “DELICATO”. Perchè è l’anno in cui più cose sono cambiate, l’anno in cui il mio rapporto con Solitudine è diventato meno esclusivo, l’anno in cui ho scoperto che ad un certo punto il binario si biforca, l’anno in cui ho perso quasi tutto e ho vinto quasi tutto. Un anno vivo, e questo è quel che conta.’
    Che belle cose che scrivi.

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