Vita Reale

A nice day in Florence e il prevedibile ritorno di Pollycoke

Per la seconda volta in una settimana son tornato in Toscana, questa volta nella città di Dante Alighieri, la celeberrima Firenze. Il viaggio di andata, con il treno, è stata una piccola odissea, della quale voglio rendere testimonianza, in onore dei pendolari umbri che tutti i giorni sono costretti a subire ritardi e conseguenti strigliate dai vari capoufficio.

Partenza da Perugia Ponte San Giovanni alle ore 8.07 , in orario: treno regionale che avrebbe dovuto condurci sino a Terontola (un’oretta di viaggio). Senonchè, nei pressi dello Stadio comunale di Perugia, il suddetto treno si blocca improvvisamente per un guasto non meglio specificato, gettando i passeggeri nello sconforto. Dopo oltre un’ora di attesa, fermi, con riscaldamento e porte chiuse, senza nessuna spiegazione da parte del capotreno, un nuovo locomotore ci aggancia e ci trascina lentamente alla stazione più vicina, quella di Perugia Capitini.

stadio curi perugia

il multiforme panorama che ho ammirato per oltre un’ora dal mio finestrino

Raggiunta la nuova stazione, i passeggeri vengono fatti scendere sic et simpliciter dalle carrozze, “esortati” bruscamente da un tipo con il giacchetto fosforescente arancione, che però ha la gentilezza di comunicarci “Per Firenze binario 1, scendete e attraversate i binari”. Detto fatto, ci dirigiamo tranquillamente verso il binario suddetto. E qui aspettiamo più di mezz’ora (temperatura 3°c), in compagnia di una telecamera del TG3 regionale chiamata da qualche buon’anima.

stazione perugia capitini

stazione di Perugia Capitini, in attesa di qualcosa, al freddo

Passa un treno, ma non si ferma. Verso le 10.45 (quando ormai saremmo dovuti essere nei pressi di Firenze) possiamo salire su un treno regionale che, vengo a sapere da altri passeggeri, ci condurrà direttamente a Firenze senza cambi. Tiralà. All’interno della carrozza, vengo a sapere che non è la prima volta che si verificano situazioni di disagio per i pendolari umbri, che, apprendo, si stanno organizzando in un comitato per chiedere a Trenitalia di rivedere orari e servizi. E mentre i superstiti raggiungono il proprio posto di lavoro (chi a Passignano, chi ad Arezzo, chi a Cortona…), il treno accumula ritardo su ritardo. Raggiungiamo Firenze S.M.N alle ore 12,55 – più di due ore dopo l’orario previsto. Gente che ha perso coincidenze con treni e aerei. Termino qui il mio racconto di viaggio.

La giornata a Firenze scorre tranquilla e piacevole, a tratti anche riscaldata da qualche timido raggio di sole. Questo è il noto Ponte Vecchio, che trovo sempre affascinante:

Ponte Vecchio di Firenze

E questa è Firenze vista da Piazzale Michelangelo, raggiunto, non senza fatica, dopo qualche decina di minuti di cammino:

Piazzale Michelangelo, Firenze, Italy

Il viaggio di ritorno, sempre in treno, è invece scorso senz’intoppi, a parte qualche fisiologico – e a quanto pare inevitabile – minuto di ritardo. Per ora vi saluto e vi ringrazio, come sempre, dell’attenzione crescente che dedicate alle mie parole.

P.S. In queste ore l’intero popolo di internet è in fermento per il prevedibile ritorno di Pollycoke. I migliori auguri da parte de IlTorto per questa nuova avventura, sperando che sia all’insegna della semplicità. Felipe infatti, dopo aver letteralmente mandato a quel paese i suoi lettori qualche mese fa (non posso inserire link perchè il blog è stato chiuso e venduto – pare), ora manda loro bacini e cede alle accorate richieste dei suoi adepti. Staremo a vedere.

P.S. 2 – Inoltre Felipe invita i blogger a diffondere il nuovo indirizzo www.pollycoke.org (come se ce ne fosse bisogno) e ha addirittura promesso di rilasciare un’intervista al Picchio. La fine di un mito o l’inizio di una leggenda?

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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9 commenti

  1. Ma, ma, quando mai ho mandato i miei lettori “a quel paese”? Affermazione un po’ stronza! 😛
    A parte, grazie per gli auguri e gli incoraggiamenti da parte di IlTorto, spero di non deluderli!

    PS: Firenze è nel mio cuore

  2. Aaah, capito.
    “Fuck you” significa “fottiti”, è vero, ma quel cartello recita solo “Fuck!” che sta per “accidenti”.
    Ma ti immagini che mando a fottersi i miei lettori? 🙂

    Ciao!

  3. PS: la maggior parte aveva percepito un terzo significato di “Fuck”… come modo imperativo, nel senso di invito “copulare” :’D

  4. Mi ero dimenticato! La prossima volta che vieni a Firenze dimmelo che ti passo a salutare, io sto i provincia, un quarto d’ora con il treno diretto

  5. @Picchio

    sarà una super-intervista!

    @felipe

    effettivamente il terzo significato m’era sfuggito, ma vista anche la tua esortazione al “get a life”, forse forse non era sbagliata… Comunque nel mio blog c’è molto di pollycoke (più nello stile che nei contenuti), tutti dobbiamo qualcosa a felipe! ahah

    @Matteo

    ti è arrivato un trackback…perchè te l’ho mandato io! Ti avviserò quando torno a Firenze!

  6. Ciao Andrea,
    sono stata anch’io quel giorno su quel famoso treno…E anche il giorno precedente con quel treno e sucesso lo stesso…Due giorni sono arrivata a firenze a dopomezzogiorno. Non mi ricordo mai i viaggi cosi lunghi’ per arrivare a firenze da Bastia Umbra serviva quasi 5 ore!!!
    Ti consiglio di dividere il tuo racconto in due parte: trenitalia e “bella Firenze”. Cosi come adesso la gente commenta solo seconda parte…E importanza della prima si perde…

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