Metagrifo

9\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Quelli de Todi siete voi

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…

Quelli de Todi

Prima trasferta per Metagrifo. Ok, non sarà lontano, ma 30 km di questi tempi hanno il loro peso, visti i prezzi della benzina. Ma l’occasione di chiudere finalmente il campionato è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. E poi il desiderio di spendere 15 € ha preso il sopravvento e così sono partito con la fidata Multipla (che in seguito mi lascerà a piedi) alla volta di Todi, stupendo paese d’altri tempi. Lo stadio “F. Martelli” è in una zona lontana dal centro, in una bella vallata. Trovo un parcheggio adatto all’obesa auto e, dopo aver superato un gruppo di poliziotti in assetto anti-sommossa, prendo posto sulla deliziosa tribunetta mobile montata per l’occasione.

Mi metto in cima, giusto per scottarmi con il primo sole dell’anno, pieno di belle speranze per la partita. Ci sono tantissimi tifosi del Perugia e si respira una bella atmosfera. In campo assistiamo al gradito ritorno di Rampi, mentre manca Frediani, al quale viene preferito Placentino, dentro dal primo minuto. La partita comincia ed è subito chiaro che i grifoni sono appannati proprio come contro la Pianese, l’attacco langue e, sebbene i padroni di casa non siano mai realmente pericolosi, la nostra prestazione nel primo tempo potremmo definirla scadente. Tra l’altro, la nostra difesa è tutta ammonita.

Perugia - Todi

Al ritorno in campo, nessun cambio, desiderio comune invece che Battistini abbia suonato la carica ai suoi ragazzi, apparsi decisamente troppo timorosi per una squadra storica che sta per entrare nel mondo dei professionisti e deve giocare tra pochi giorni una finale di Coppa Italia. I grifoni, che ora attaccano sotto la pericolante tribunetta mobile, si riversano in attacco, ma lasciano lacune sensibili nelle retrovie e soprattutto, sembrano incapaci di finalizzare le loro azioni.

Anche se il possesso palla è cospicuo, non tiriamo quasi mai in porta, preferiamo sperperare palloni nella trequarti avversaria con inutili orpelli e rischiare il contropiede. Placentino viene richiamato in panchina, al suo posto entra Frediani, acclamato dalla curva. Purtroppo, nemmeno il suo ingresso sarà decisivo ai fini della partita. Al 18′ esce anche Benedetti, che non ha interpretato al meglio il suo ruolo di regista, per Mariani. Questo innesto, più volte auspicato da Metagrifo, ci fa guadagnare un po’ di freschezza e velocità sulla fascia sinistra, ma manca sempre l’uomo piazzato in area che la butti dentro.

Al 30′ infatti fuori anche Bartolini (pallida la sua prestazione) e dentro Corallo. Segnale indubitabile che quel che oggi non va, è proprio l’attacco. Forse è un po’ anche il modulo troppo prudente, ma dal basso della mia ignoranza calcistica non mi spingo oltre. Negli ultimi minuti i tuderti (che prima sembravano sfiniti) tornano all’assalto e chiudiamo questa partita quasi con il sollievo di non aver peggiorato le cose. Pareggio a reti inviolate e distacco invariato. “Another brick in the wall” (e due).

Bello invece il saluto chei grifoni (sono quelli bianchi) tributano ai loro tifosi, con tanto di lanci di magliette (giuro che prima o poi riuscirò ad acciuffarne una!) e applausi a go-go. Bando ai pessimismi, domenica al Curi con il Castel Rigone c’è la possibilità di mettere matematicamente le mani sul campionato, c’è una coppa da vincere e tanta voglia di festeggiare. Ce la faremo.

Ah, nella “curva” avversaria campeggiava uno striscione “Quelli de Todi siamo noi“. E certo, da noi si dice “QUILLI!“.

 

F. Martelli Todi

Curva Nord “Mobile”

Tifosi Todi Perugia

 

Perugia Todi

 

Mocarelli Perugia

Il saluto al pubblico

Matteo Mariani Perugia

Il vostro affezionatissimo Landrea e, per le foto, Fabio Gasparri. (non è la didascalia della foto, ma la fine dell’articolo).

Che poi la Marini ha detto che i colori del Todi sono bianco e rosso perchè al momento della fondazione della squadra, proprio a Todi c’era il più lontano club di tifosi del Perugia. Solo leggende?

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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2 commenti

  1. simpatico come sempre … il rosso a Todi una volta era di casa … e la Marini lo sa benissimo. non è solo un fatto sportivo. ciao

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