Metagrifo

8\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Is there anybody out there?

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…

Sciarpe Perugia Calcio

Un altro titolo ispirato dai ‘Pink Floyd’ (come già detto, esperti, perchè protagonisti per anni di 90° minuto), is there anybody out there? Che in soldoni significa, “che state a fà?”. E’ la prima volta che mi trovo a commentare una sconfitta, per di più rimediata in casa e contro un avversario tutt’altro che irresistibile. Le parole del mister della Pianese, Sassarini (uno tanti strilli tanta lana), mi paiono quanto mai adeguate a descrivere la parabola discendete imboccata dagli uomini di Battistini Barbetta <persona che si è alzata dalla panchina>: “quando non si vede l’ora di vincere, diventa difficile persino indossare gli scarpini”.

La primavera non è ancora scesa sui grifoni, e si vede chiaramente dal tempo atmosferico: infatti un cielo plumbeo (che mi impedisce di sfoggiare i miei occhiali da sole) accompagna tutto il match, e non c’è un solo raggio di sole, nè dentro nè fuori dal campo, almeno fino alle 17. Forse la Pianese ci sembra l’Udinese (una volta si sarebbe detto “la Juve”) per via delle maglie bianconere, sta di fatto che gli ospiti ci mettono sotto e non proviamo mai ad alzare la testa, sono loro a condurre la gara, loro a tirare (se pur timidamente) in porta, loro a dettare il ritmo della partita. E pensare che quest’appuntamento poteva essere l’occasione per chiudere il campionato e festeggiare con qualche giornata d’anticipo. E invece no.

Curva Nord Perugia

All’intervallo le sorti dell’incontro sono ancora misteriose, visto lo 0-0, ma in virtù della (non) determinazione mostrata in campo dal Perugia, l’esito è prevedibile, sebbene in campo ci sia gente come Frediani che c’ha abituato a risolvere le partite con una sola giocata vincente. Al quarto d’ora entra Placentino ed esce un incolore Borgese, ma due minuti dopo è la Pianese a portarsi in vantaggio con Porricelli, e un silenzio irreale pervade il Renato Curi. Nella riga seguente il dettaglio della reazione perugina:

Alla mezz’ora entra Marri per Bartolini (entrambi incapaci di produrre qualcosa di buono), e più tardi anche l’ultimo cambio si concretizza: esce Serrotti (davvero senza valutazione) ed entra Corallo. Ma non c’è nulla da fare: oggi i grifoni non giocano bene, e nonostante nel finale sembrino voler provare a far qualcosa di più, la Pianese appare come un ostacolo insuperabile, e tra i fischi del pubblico si palesa una bruciante sconfitta per tutta la città.

Sconfitta inoffensiva per la classifica, visto che il Todi cade a Borgo San Lorenzo, ma davvero minatoria per il morale di dirigenti, tifosi e (?) giocatori. Il punto più basso di un asintoto che sfiora l’andamento di una squadra da play-out. Più che la sconfitta in sè, a bruciare è l’atteggiamento accidioso e superficiale dimostrato sul campo, che non si addice per niente a una squadra con una storia secolare di artigli since 1905. La nostra speranza è quella di vedere un finale di stagione dignitoso, sudato fino all’ultima gara, che prepari nel migliore dei modi il ritorno nel mondo del professionismo. Perchè questa serie D davvero non ci merita.

Rinnovo il mio desiderio, già espresso settimane fa, di vedere in campo più giovani: non starò qui a citarne di nuovo i nomi perchè sono noti, ma non è possibile vedere gente senza motivazioni corricchiare per il campo mentre si sta perdendo. Detto questo, s’è staccato dalla tribuna lo striscione “Forza Battistini siamo tutti con te“. Riattaccatelo, per favore.

Il vostro affezionatissimo Landrea e, per le foto, Fabio Gasparri.

 

Francesco Rampi

Gente che ci piacerebbe rivedere


Matteo Mariani Perugia

Gente che ci piacerebbe rivedere / 2

Pianese Calcio

<Quello non è “Di Natale”>

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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