Metagrifo

7\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Another brick in the wall

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…


Botteghino Stadio Curi

C’è anche una bandiera nipponica in Curva Nord, in questa fredda domenica di Marzo, a testimoniare la vicinanza dei tifosi ai fratelli giapponesi in questi giorni terribili. Questa stracittadina del Curi, tanto contestata, sta finalmente per iniziare: ci si aspetta una prestazione grintosa da parte dei grifoni, che nelle ultime gare non hanno brillato, per mettere finalmente un’ipoteca su questo campionato. C’è da dire che per me questa è davvero una “trasferta”, visto che se la Pontevecchio avesse giocato nel suo stadio, sarei potuto andarci anche a piedi…

La formazione schierata in campo da Battistini è un po’ diversa da quella vista con il Pontisola: tornano Riommi, Frediani, Placentino e Bartolini, un po’ le colonne di questo Perugia da serie D chiamato oggi a mantenere alto il proprio onore. La partita comincia, dopo l’omaggio a Luigi Tiecco, sulla flasariga dell’ultima prestazione infrasettimanale. Sembra mancare ai Grifoni la determinazione e la caparbietà per portarsi in vantaggio; d’altro canto la Pontevecchio è ben piazzata in campo e non esita ad affondare nella nostra trequarti quando capita, supportata anche da un coro di voci bianche “Ponte, Ponte…“. La prima vera occasione (per i padroni di casa – ovvero i rossoverdi) è al 35′, quando Riommi sventa un insidioso tiro di Regnicoli. Seguono altri 10 minuti in cui noi rischiamo più di loro. Intervallo.

Luigi Tiecco

Nei primissimi minuti della ripresa il Perugia sembra ingranare la marcia giusta, ma è solo un’illusione. Mister Battistini al 6′ si accomoda in gradinata, vicino al Ds Arcipreti, da dove comunque non smette di incitare i suoi. Al quarto d’ora prima sostituzione per i biancorossi: fuori Mocarelli (oggi davvero in panne) dentro Borgese. Nei successivi 5 minuti si verificano due episodi che avrebbero potuto decidere il match: Benedetti colpisce un palo dopo una buona azione personale e un gol ci viene annullato per (dubbio) fuorigioco. Nulla di fatto quindi.

Alla mezz’ora esce Luchini (incolore) ed entra Serrotti, ma il rendimento del Perugia sembra tendere al ribasso, con la Pontevecchio che alza il proprio baricentro e ci costringe a buttare via tante palle, impauriti. L’ultimo cambio, dopo il 40′ è Frediani (fino a quel momento assente, ma ci ha regalato diverse sorprese nei finali di gara) per Marri, che però non ha il tempo di entrare in partita, che finisce con un pareggio a reti inviolate. Forse la cosa più interessante del match è la fascia di capitano che passa da Mocarelli a Frediani, da Frediani a Bartolini, che però preferisce darla a Marri.

La Pontevecchio non sfigura e si attesta a quota 40 punti, ormai quasi sicura la salvezza diretta, un’annata da non buttare, con la possibilità di guardare ai play-off nelle prossime (e ultime) sei partite. Un Perugia che se non è in astinenza da bel gioco, poco ci manca, ma che comunque incrementa ulteriormente il suo vantaggio sulla seconda in classifica, il Todi, che cade in casa con Voluntas Spoleto. Un altro passo verso il mondo dei professionisti, parafrasando i Pink Floyd (che di calcio se ne intendono, vedi 90′ minuto) “another brick in the wall”. Sperando che non sia quello dell’estatè.

Grazie a Fabio Gasparri per le foto, a domenica prossima quando finalmente giocheremo di nuovo in casa!!

 

Tifosi del Perugia

Attimi di Curva Nord

Lorenzo Riommi e Alessio Benedetti

Riommi e Benedetti


Nicolò Luchini Perugia

Luchini dalla bandierina

P.S. Ogni volta che sento il nome “Emiliano Spazzoni” non posso non pensare al fatto che su Football Manager ha una buona opinione di me…

andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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