Metagrifo

5\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Benedetti ragazzi…

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…


Rocco Placentino

Partiamo dai dati concreti: la scenografia della Nord è quella delle grandi occasioni, il grifone chilometrico srotolato all’ingresso in campo dei giocatori immagino abbia fatto la sua porca figura anche in televisione… Anche se io ero allo stadio e non l’ho visto! Insomma, il derby dell’Etruria attira sempre il suo bel manipolo di fans scatenati, l’atmosfera è quella giusta, la tensione palpabile… Le divise.. Beh le divise sono praticamente uguali. Ho appurato che in serie D la squadra di casa deve adeguare la propria divisa a quella degli avversari, ma una bianca non ce l’abbiamo?

La partita comincia. Non bene. Sembriamo quasi intimoriti dagli amaranto che, almeno per mezz’ora, appaiono una squadra di categoria superiore. Un sacco di occasioni, noi ci rintaniamo nella nostra metà campo e Riommi è quello che suda più di tutti. Infatti, al 26°, Sanguinetti porta in vantaggio i toscani: colpevole la nostra distratta linea difensiva che lo lascia tutto solo, indisturbato il suo sinistro fredda il Curi.

 

La partita si trascina fino all’intervallo senza che il Perugia produca scosse minimamente in grado di scalfire la direzione (deprimente) intrapresa dal match. Il thè di metà partita è amaro, sembra davvero difficile risollevare le sorti del grifo, anche perchè in panchina ci manca l’uomo in grado di risolvere le partite, e Frediani non brilla per niente oggi, così come incolori sono le prestazioni di Borgese e Corallo. A chi tocca segnare ora? Nemmeno lo striscione sopra riportato sembra sortire effetti su Placentino, ma più per colpa dei suoi compagni che non lo servono, a dire il vero (a proposito, per l’immagine si ringrazia Fabio Gasparri).

La partita riprende, e l’occasione che Frediani getta alle ortiche al 9° non fa altro che confermare l’idea che ci eravamo già fatti: non sarà un attaccante a tirarci fuori dai guai oggi. Battistini toglie Borgese e mette dentro Luchini, che non fa grandi cose ma almeno ce la mette tutta. Il pubblico non smette mai di incitare i biancorossi, che crescono di intensità, e finalmente, al 25°, la catarsi: Benedetti si fa trovare al posto giusto al momento giusto e mette a tacere il centinaio di aretini (qualcuno in più se contiamo quelli in campo) giunti al Curi.

Gli ultimi venti minuti sono targati Perugia, ma ci siamo svegliati un po’ tardi e ora non è facile portare a casa i tre punti, anche perchè gli aretini si trincerano facendo entrare un altro difensore, noi togliamo Corallo per Marri, che stavolta non graffia. Le occasioni non mancano, ma il risultato non si schioda: questo derby agrodolce finisce con un pareggio di cui possono gioire solo gli avversari. Alla luce della vittoria del Todi sul Castel Rigone (che sta tenendo un andamento da playout), i Grifoni vedono decrescere il proprio margine di due punti, da +9 a +7. Niente di troppo grave, ma sarà importante vincere la prossima partita!

Non commentiamo il gesto finale di Taccucci verso la curva, mi preme piuttosto fare una considerazione: che fine hanno fatto Mariani e Rocchi? Il primo era in panchina contro l’Arezzo, ma non è entrato (è da un po’ che non gioca, in effetti), mentre il secondo dopo la miracolosa apparizione – con gol – contro la Sestese non è stato più convocato. Non scordiamoci i Grifini! Anche se, voglio dirlo con le parole di uno striscione: “Forza Battistini, siamo tutti con te!”.

Prossima partita contro la Pontevecchio. Non si sa ancora dove, nè quando, ma una cosa è certa: supererò le correnti gravitazionali e tiferò contro la squadra del mio quartiere. Per un bene superiore.

A presto cari, se volete commentate pure. Il vostro affezionatissimo.

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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