Metagrifo

3\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ L’Umbria è solo biancorossa?

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…

Perugia nel cuore

Biancorossa come i colori del Perugia, ma anche come i colori dell’Orvietana. Bianca come la bandiera che abbiamo alzato al Liberati, rossi di vergogna per aver perso contro lo Sporting Terni. Lo Sporting Terni. Poche ciance, c’era da vincere. E vittoria, alla fine è stata, la Pontevecchio ha sconfitto l’Atletico Cucinelli e la giustizia a +6 s’è ristabilita.

Domenica 13 Febbraio ore 14,30: stadio Curi. L’atmosfera non è delle migliori, il cielo è cupo, il pubblico non troppo e non troppo caldo… Ma è naturale, ora sta al campo parlare. Perugia un po’ rimaneggiato, Mocarelli in panca, ci affidiamo a Rampi, Benedetti, Taccucci in mezzo e Frediani davanti. Non c’è il tempo di soffrire un po’, dopo 7′ minuti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Frediani gonfia la rete e porta il Perugia in vantaggio. Sotto la curva sud.

Dopo due minuti il Perugia segna di nuovo, ma il gol è annullato per un fuorigioco. Crediamo sia giusta la segnalazione. L’ Orvietana non si dà per vinta, ma non sembra crederci più di tanto, gioca di rimessa. I grifoni controllano bene la gara che scivola così fino al 45′ (e lo speaker dice “l’arbitro assegna un minuto di EXTRA TIME“, scatenando l’ilarità del pubblico). Serve assolutamente un gol, per controllare la partita, che non è per niente chiusa e appare ancora in bilico.

Frediani sembra particolarmente ispirato, le azioni più pericolose partono tutte dai suoi piedi, altra nota di merito va a Serrotti, sempre pronto a salire per dar man forte in attacco e a Borgese, autore di una prestazione cristallina. La partita riprende (il mister dell’Orvietana si attarda ad entrare in campo producendosi in una corsa verso la panchina), entra Bartolini per Corallo. E’ da qualche tempo che quest’ultimo non riesce a mettere la sua firma alla partita; il suo apporto sarebbe invece fondamentale per un Perugia davvero competitivo. L’Orvietana non sembra troppo pericolosa, eppure non riusciamo a chiudere la partita e ogni azione potrebbe essere quella del pareggio, c’è da soffrire.

Al 22′ del secondo tempo, esce Frediani, tra gli applausi, ed entra Placentino. <inizio nota polemica> Qualcuno in tribuna contesta Battistini che si gira anche, evidentemente infastidito. Metagrifo si dissocia dalle contestazioni preventive, soprattutto se vengono da 50enni frustrati in libera uscita. <fine nota polemica>. Dopo appena un quarto d’ora, Placentino s’invola sulla fascia sinistra, e con uno spunto tecnico da categoria superiore sigla il 2-0 sotto la Nord. I gufi contestano ancora, ma perchè? Applausi invece a mr. Battistini che azzecca in pieno una sostituzione mettendo la partita in cassaforte.

La partita raggiunge il suo akmè agonistico nel finale: Marini, l’allenatore della squadra avversaria, viene espulso per proteste, il Perugia sembra in grado di segnare ancora e assedia l’Orvietana, che però in un modo o nell’altro si trincera in Duomo e non peggiora lo score. La partita finisce, il Perugia doveva vincere ed ha vinto. A differenza delle ultime partite, poi, non c’è stato “l’arrocco” finale e il relativo sospiro di sollievo al triplice fischio. No, si è attaccato fino alla fine.

Tutto risolto, dunque. La sconfitta di Terni brucia ancora, ma quel che conta è vedere il Grifo saldamente al comando della classifica, solitario e fiero. Vola, un grifone nel cielo… No, questa già esiste. Buona fortuna per la partita di coppa e alla prossima con Metagrifo!

Però, per favore, torniamo a far tremare gli avversari con la nostra fama. Tutti, anche i ternani.

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andrea

Volevo solo essere Reggie Miller.

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