Post Taggati: serie d

7\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Another brick in the wall

21 marzo 2011

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…


Botteghino Stadio Curi

C’è anche una bandiera nipponica in Curva Nord, in questa fredda domenica di Marzo, a testimoniare la vicinanza dei tifosi ai fratelli giapponesi in questi giorni terribili. Questa stracittadina del Curi, tanto contestata, sta finalmente per iniziare: ci si aspetta una prestazione grintosa da parte dei grifoni, che nelle ultime gare non hanno brillato, per mettere finalmente un’ipoteca su questo campionato. C’è da dire che per me questa è davvero una “trasferta”, visto che se la Pontevecchio avesse giocato nel suo stadio, sarei potuto andarci anche a piedi…

La formazione schierata in campo da Battistini è un po’ diversa da quella vista con il Pontisola: tornano Riommi, Frediani, Placentino e Bartolini, un po’ le colonne di questo Perugia da serie D chiamato oggi a mantenere alto il proprio onore. La partita comincia, dopo l’omaggio a Luigi Tiecco, sulla flasariga dell’ultima prestazione infrasettimanale. Sembra mancare ai Grifoni la determinazione e la caparbietà per portarsi in vantaggio; d’altro canto la Pontevecchio è ben piazzata in campo e non esita ad affondare nella nostra trequarti quando capita, supportata anche da un coro di voci bianche “Ponte, Ponte…“. La prima vera occasione (per i padroni di casa – ovvero i rossoverdi) è al 35′, quando Riommi sventa un insidioso tiro di Regnicoli. Seguono altri 10 minuti in cui noi rischiamo più di loro. Intervallo.

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6\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ 5 e 5 pari, più uno che ne portavo ci vediamo a Roma

19 marzo 2011

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…


Stadio Curi

Sarà necessario prendersi un altro giorno di ferie, il 14 Aprile, per una trasferta in terra laziale, al Flaminio, per la finale di Coppa Italia Dilettanti, conquistata dai grifoni dopo la partita pareggiata 5-5 (dcr) contro i bergamaschi del Ponte San Pietro Isola, giocata nel giorno delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità di Italia. Prima del fischio d’inizio, la banda di Pila suona l’inno nazionale, che per qualche strana ragione sembra arrivare prima in curva, che finisce di cantarlo mentre la tribuna è ancora a metà della prima strofa. Ma questa distorsione spazio-temporale sembra proseguire anche in campo, visto che il Perugia comincia la partita nel peggiore dei modi.

O meglio, i primi 6-7 minuti diamo l’impressione di poter segnare in fretta e strappare il biglietto per la finale, ma il Pontisola si riorganizza e, dopo 3-4 palle clamorosamente perse nella propria trequarti (mai sfruttate a dovere dai grifoni), prende in mano la partita costringendo gli umbri a una gara di rimessa. In particolare il numero 11 avversario, Lillo, taglia più volte la nostra difesa come una lama nel burro. Di questo passo, è prevedibile il peggio: infatti poco dopo la mezz’ora il Perugia confeziona un pasticcio difensivo regalando la palla a Risi che mette dentro l’1-0 per gli ospiti. Nessuna reazione da parte nostra, un altro brivido su contropiede e finisce il primo tempo. Ora è davvero dura.

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5\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Benedetti ragazzi…

13 marzo 2011

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…


Rocco Placentino

Partiamo dai dati concreti: la scenografia della Nord è quella delle grandi occasioni, il grifone chilometrico srotolato all’ingresso in campo dei giocatori immagino abbia fatto la sua porca figura anche in televisione… Anche se io ero allo stadio e non l’ho visto! Insomma, il derby dell’Etruria attira sempre il suo bel manipolo di fans scatenati, l’atmosfera è quella giusta, la tensione palpabile… Le divise.. Beh le divise sono praticamente uguali. Ho appurato che in serie D la squadra di casa deve adeguare la propria divisa a quella degli avversari, ma una bianca non ce l’abbiamo?

La partita comincia. Non bene. Sembriamo quasi intimoriti dagli amaranto che, almeno per mezz’ora, appaiono una squadra di categoria superiore. Un sacco di occasioni, noi ci rintaniamo nella nostra metà campo e Riommi è quello che suda più di tutti. Infatti, al 26°, Sanguinetti porta in vantaggio i toscani: colpevole la nostra distratta linea difensiva che lo lascia tutto solo, indisturbato il suo sinistro fredda il Curi.

 

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4\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ Paga da beve, Damaschi paga da beve!

8 marzo 2011

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…


Roberto Damaschi Perugia

Iniziamo col ringraziare tutti i lettori che seguono questa rubrica, che sono sempre in aumento e questo mi fa immensamente piacere. In secondo luogo, svicoliamo la querela da parte del Pres. dicendo che l’utilizzo della foto “suvvista” è autorizzato e che stava facendo animazione ad un gruppo di bambini! Detto questo, rinnoviamo gli auguri di buon compleanno a Damaschi con il coretto intonato dai tifosi durante la partita di domenica, vinta 3 – 2 dai grifoni contro il Deruta: “Paga da beve, Damaschi paga da beve”.

Il clima è quasi primaverile al Curi, la curva è baciata da un tiepido sole che porta i migliori auspici. Un minuto di silenzio per il militare ucciso in Afganisthan e si parte: i rivali sono i vicini di casa del Deruta, una rosa giovane e una classifica non brillante, unite alla tentazione del colpaccio al “Curi“, creano uno strano mix esplosivo che intimorisce i grifoni per mezz’ora buona, la mezz’ora probabilmente più noiosa di questo camponato; il campo sembra molto viscido e insidioso, i giocatori di entrambe le formazioni scivolano allegramente su quel che fu il bel manto del Curi.

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3\Metagrifo:ermeneutica di serie D\ L’Umbria è solo biancorossa?

15 febbraio 2011

State leggendo: “Metagrifo: ermeneutica di serie D”, una rubrica che, come dice il nome stesso, consta di osservazioni disincantate circa la  vita sportiva dell’A.S.D. Perugia, con occhio ludico e pseudo-filosofico. Scritto da un ventenne che del Perugia si ricorda lo spareggio con il Torino perchè lo mandarono su Tele+, che non ha mai giocato a calcio, ma è di natura curiosa e impicciona e si è ritrovato con un abbonamento per le partite casalinghe del Grifo 2010/11 – anche se in serie D. Sì lo so, sembra impossibile…

Perugia nel cuore

Biancorossa come i colori del Perugia, ma anche come i colori dell’Orvietana. Bianca come la bandiera che abbiamo alzato al Liberati, rossi di vergogna per aver perso contro lo Sporting Terni. Lo Sporting Terni. Poche ciance, c’era da vincere. E vittoria, alla fine è stata, la Pontevecchio ha sconfitto l’Atletico Cucinelli e la giustizia a +6 s’è ristabilita.

Domenica 13 Febbraio ore 14,30: stadio Curi. L’atmosfera non è delle migliori, il cielo è cupo, il pubblico non troppo e non troppo caldo… Ma è naturale, ora sta al campo parlare. Perugia un po’ rimaneggiato, Mocarelli in panca, ci affidiamo a Rampi, Benedetti, Taccucci in mezzo e Frediani davanti. Non c’è il tempo di soffrire un po’, dopo 7′ minuti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Frediani gonfia la rete e porta il Perugia in vantaggio. Sotto la curva sud.

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