Arrivederci Tristezza accordi – Brunori Sas

25 marzo 2014

Ciao a tutti! Dopo aver pubblicato tutti gli accordi di Brunori Sas fino a questo momento, potevamo farci sfuggire il terzo album, il Cammino di Santiago in taxi?

Ovvio che no! Per cui continuiamo a condividere con voi gli accordi, grazie anche al lavoro di Alessandro Alessio, che si è dato da fare per tirarli giù e ha poi deciso di condividerli con me e con voi tutti!

ARRIVEDERCI TRISTEZZA – ACCORDI E TESTO – BRUNORI SAS

Brunori Sas Accordi vol.3

Maddalena e Madonna accordi – Brunori Sas

24 marzo 2014

Ciao a tutti! Dopo aver pubblicato tutti gli accordi di Brunori Sas fino a questo momento, potevamo farci sfuggire il terzo album, il Cammino di Santiago in taxi?

Ovvio che no! Per cui da oggi cominciamo a pubblicare gli accordi, grazie anche al lavoro di Alessandro Alessio, che si è dato da fare per tirarli giù e ha poi deciso di condividerli con me e con voi tutti!

MADDALENA E MADONNA – ACCORDI E TESTO – BRUNORI SAS

Brunori Sas Accordi vol.3

Perché i procrastinatori procrastinano?

6 febbraio 2014

** Attenzione: state per leggere la mia traduzione di questo articolo **

pro-cras-ti-na-re | verbo
l’azione di ritardare o posporre qualcosa:  la prima regola è evitare di procrastinare.

Chi mai avrebbe pensato di trovare, dopo decenni di battaglie contro la procrastinazione, la soluzione direttamente nel dizionario?

Evitare di procrastinare. Così elegante, nella sua semplicità.

Già che ci siamo, assicuriamoci che gli obesi non mangino troppo, i depressi non siano apatici, e qualcuno cortesemente dica alle balene spiaggiate che dovrebbero evitare di star fuori dall’acqua…

No, “evitare di procrastinare” è una frase che va bene solo per i falsi-procrastinatori, quelli che “Sono entrato su Facebook un paio di volte oggi in ufficio – Sono proprio un procrastinatore!“. Gli stessi che direbbero, a un vero procrastinatore, cose tipo: “Non procrastinare, ed ecco fatto“.

La cosa che né i dizionari, né i falsi-procrastinatori capiscono, è che per un vero-procrastinatore procrastinare non è un optional, ma una cosa che proprio non riescono a non fare.

All’università, la libertà improvvisa e incontrollata è stata un disastro per me – Non combinavo niente, mai, e per nessuna ragione particolare! L’unica eccezione era rappresentata dal fatto che di tanto in tanto dovevo fare delle relazioni; dapprima le facevo la sera prima della consegna, per poi realizzare che potevo farle durante la notte – e così feci – finché non m’accorsi che avrei potuto addirittura cominciarle al mattino presto, il giorno della scadenza. Questo atteggiamento ha raggiunto il suo parossismo caricaturale quando non sono stato capace di cominciare a scrivere una tesi da 90 pagine fino a 72 ore prima della consegna, un’esperienza che finisce con me nell’ufficio del dottore del campus che apprendo che la glicemia bassa è la ragione per cui le mani mi si intorpidiscono e non rispondono più ai comandi. (Ho fatto la tesi su -no, meglio di no)

Anche questo post ha richiesto molto più tempo del necessario, perché ho speso svariate ore facendo cose tipo guardare quest’immagine, rimirarla per un sacco di tempo e pensare a quanto facilmente mi sconfiggerebbe in una lotta… poi domandandomi chi vincerebbe in uno scontro tra una tigre e un leone, quindi cercando la risposta su Google… (vincerebbe la tigre)… Ho dei problemi.

Per capire perché i procrastinatori procrastinino così tanto, cominciamo col vedere il cervello di un non-procrastinatore:

NP brain

Tutto normale, no? Ora diamo un’occhiata al cervello del procrastinatore:

(altro…)

Curve

21 gennaio 2014

L’altro giorno, mentre stavo guidando a gran velocità per presentarmi in perfetto orario all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, luogo nel quale avrei dovuto sostenere una serie di esami, a un certo punto, proprio mentre pensavo a com’è doloroso alzarsi alle sette di mattina, passando in una mezza curva ben precisa seguita da un semaforo, mi è venuta addosso una grande allegria. Allora ho pensato che tante volte sotto quel semaforo dell’incrocio per San Sisto io sono stato contentissimo.

Immediatamente mi sono chiesto come mai accada così spesso che nella mia vita esista questo sentimento di affetto così intenso per delle curve e dei semafori. Quasi sempre, quando sono stato in macchina con un ragazzo che mi piaceva molto, se era un ragazzo che mi piaceva veramente non ho potuto fare a meno di dirgli che stavamo passando in una curva che amavo moltissimo, e ho cercato sempre di fargliela apprezzare perché se non avessi detto niente mi sarei sentito uno che nasconde qualcosa.

Mi ricordo che un giorno stavo andando per la prima volta a prendere un mio amico, un ragazzo di una bellezza straordinaria, e per fortunata circostanza del caso sono passato in una grande curva in pendenza, di quelle da fare ai centodieci all’ora, una curva che non avevo dimenticato più, e in cui ero già stato in una bella sera di giugno.
Quella curva l’avevo cercata per cinque o sei anni senza mai trovarla perché confondevo una pedemontana con un fondovalle, e mi ostinavo a sbagliare sempre. Appena ho visto quel ragazzo gli ho detto subito che avevo ritrovato una curva che avevo cercato per degli anni, gliel’ho descritta, e ci siamo andati immediatamente perché anche lui mi ha detto che quel posto gli piaceva moltissimo.

Curve in auto.